La tribù

Alessandra Mugnaini
Toscana di nascita, romagnola d’adozione. Si trasferisce a Cesena secoli orsono per studiare psicologia. Scrive per lo più quand’è sola e triste nella sua stanzetta (da qui la natura festosa dei suoi testi). Fuori, e in compagnia, se la cava un po’ meglio. Un po’. Circa.

Alfredo D’alessandro
Nato a Milano nel 1990. Sul resto si avvale della facoltà di non rispondere.

Ali Casadei
Nasce e cresce in Romagna e fa parte della tribù VoceVersa.
A 20 anni ha la sua prima crisi di mezza età, a 30 aspetta la pensione. Nel frattempo, scrive.

Enrico Gregori
Nasce il 23/12/1989.
Fin da quando era piccolo, tutti han dato per scontato che ricevere un solo regalo per compleanno e Natale, sia un’esperienza traumatica. Lui che non ci ha mai fatto caso, ha capito subito di essere un ragazzo diverso e ben presto ha incanalato la sua diversità nella scrittura.
Enrico ha sempre scritto tanto e spesso male, ha il talento di saper sbagliare bene.
Al tempo dell’università, ha frequentato per due anni un laboratorio di scrittura creativa che gli ha aperto gli occhi su tante cose, da quando ha cominciato a lavorare, coi primi soldi ha iniziato ad autoprodursi libri (al momento sono 3) e con la nascita del primo, nasce anche il progetto “Ad Enrico piace scrivere” una vera e propria band che ha sempre fatto cose strane.
È uno dei componenti dei VOCE VERSA, probabilmente sapete già cos’è se non lo sapete, fidatevi, lo saprete presto!!

Daniele Vaienti
Nasce. Da bambino riceve in regalo un soprannome che gli calza ancora a pennello.
Soffre di una malattia che gli causa orticaria quando sente parole tipo cazzomene, a una certa e apericena.
Scrive poesie solo perché non sa cantare.

Lorenzo Bartolini 
Scrive canzoni, monologhi e poesie.

Dal 2004 è cantattore dei Formazione Minima, con cui porta in giro in Italia e anche all’estero in più di trecento occasioni un omaggio a Giorgio Gaber.
Sempre coi Formazione Minima fa spettacoli di teatro-canzone e di teatro d’evocazione, pubblica due dischi originali (Spettacolo Primo, PMS Studio, 2011; Tutto tranne l’ugola, PMS Studio, 2013) e un audiolibro insieme a Roberto Mercadini (Melangolo, PMS Studio, 2010).

Fa spettacoli di teatro-poesia in solitaria o in compagnia.
Partecipa a Poetry Slam in tutta Italia.
Tiene corsi di Scrittura a Voce Alta.
Le sue poesie vengono inserite nel programma di studi di Lingua Italiana alla Duke University (USA), Department of Romance Studies, Fall 2016.
Tiene una rubrica su YouTube dal titolo “ESPRESSO POESIA” in cui recita poesie degli autori che più gli piacciono.
Ad Aprile 2017 è uscito il suo primo libro di poesie: Senti cosa ho scritto, ed. Miraggi (Torino).

Ha una Punto a metano bianca.

Luca Cancian
Nasce a Treviso da famiglia guelfa bianca, e sin da giovane è attratto da tutto ciò che è arte, tanto da frequentare l’istituto tecnico per geometri A. Palladio. Gioca a rugby male, non competitivo, distratto. Matura un’inspiegabile ossessione per le suore di piccola taglia (suorine) che spesso prende a sassate da dietro le siepi. Emigra in Romagna, dove impara a tirare la sfoglia come si deve. Desidera molto incontrare il Papa e sdraiarlo a bastonate. Non tanto per qualcosa di personale, quanto per l’evidente compiutezza stilistica del gesto.

Rachele Pavolucci
Nasce nel 1996.
Inizia a scrivere nel 2015, e partecipa al suo primo Poetry Slam a Settembre 2016.
Le sue poesie hanno riferimenti alla natura e l’animale, elementi che l’accompagnano dall’infanzia. Scrive per esorcizzazione, elevazione e comunicazione di ciò che sente dentro e gli cresce dalla pancia, il petto, la gola.
A Giugno 2017 fonda, insieme ad altri poeti, la tribù VoceVersa.
Nel descriversi, si considera un Tortellino Ripieno di poesia di morte.
Anche se, in realtà, risulta essere una persona solare.
A volte.

Silvia Corallo
Ha sempre vantato un gran bel cognome e un’età indefinibile.
Appartiene al genere femminile, anche se spesso non si direbbe.
È superbravissima a ballare, ma lo fa quasi solo in privato; non è in grado di afferrare niente al volo a causa del suo strabismo congenito.
Mangia come un lupo e mastica anche di notte, poi spesso la sera prima di coricarsi diventa dispettosa come una scimmia.
Tra le cose che ama: fare il pane, sfogliare le foto vecchie di famiglia, impacchettare i regali.
Ha mani esagerate, un’ernia al disco molto grossa e tendenzialmente sta zitta.